Un caso clinico descritto su Pediatrics ha evidenziato l’elevata virulenza di Citrobacter koseri nei neonati, il potenziale grave del pneumocefalo e l’importanza di un rigoroso controllo delle infezioni nelle unità di terapia intensiva neonatale. Il caso è stato presentato da un team italiano guidato da Stefano Di Maria, dell’Università di Trieste.
Secondo i ricercatori, il Citrobacter koseri, un batterio Gram-negativo, colonizza l’intestino, ma si annida anche nell’ambiente. Nei neonati, soprattutto in quelli prematuri, può causare gravi infezioni del sistema nervoso centrale, come meningite, encefalite, ascessi, spesso con esito fatale. Il pneumocefalo, un accumulo di gas intracranico, è una complicanza rara, ma letale, associata all’infezione.
Il team ha descritto il caso di una neonata prematura ricoverata in terapia intensiva neonatale (TIN) per distress respiratorio, che ha sviluppato febbre alta e sepsi; l’emocoltura è risultata positiva per C. koseri. Si è verificato un rapido deterioramento neurologico con convulsioni e una tomografia computerizzata cranica ha mostrato un esteso pneumocefalo. Nonostante le cure intensive, la neonata è deceduta a 17 giorni. L’autopsia e l’esame istologico hanno rivelato meningite purulenta e meningoencefalite diffuse, pneumocefalo, emorragie cerebrali, edema acuto e dilatazione ventricolare. Un’indagine interna, infine, ha ricondotto l’origine dell’infezione ai lavandini, confermando la natura nosocomiale del patogeno.
Pediatrics (2026) – doi: 10.1542/peds.2025-072882
Fonte: Quotidiano Pediatria