Ilaria Pezone - Aversa - UOC Pediatria e Neonatologia - Ospedale San Giuseppe Moscati
Domenico Perri - Aversa - Direttore UOC Pediatria e Neonatologia - Ospedale San Giuseppe Moscati

Maria Vendemmia - Napoli - Terapia Intensiva Neonatale - Università Federico II

Il virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è un comune virus che si trasmette facilmente e può causare malattie respiratorie nei neonati, come bronchiolite e polmonite. Considerando un'intera coorte di neonati, quasi il 100% dei bambini viene infettato dall'RSV almeno una volta entro i due anni, oltre il 20% fa una malattia respiratoria che richiede assistenza medica ambulatoriale, il 6% accede al pronto soccorso e il 4% viene ospedalizzato, di cui 1/5 in terapia intensiva.
L’RSV si diffonde facilmente con tosse, starnuti e stretto contatto fisico. Può sopravvivere per diverse ore sulle superfici solide, come giocattoli, culle e posate, e può infettare i bambini se si portano le mani al viso dopo aver toccato un oggetto contaminato.

Nirsevimab

Il Nirsevimab è un anticorpo monoclonale a lunga durata d'azione, in singola dose e dosaggio fisso, indicato in tutti i neonati e bambini alla loro prima stagione di RSV per la prevenzione della malattia respiratoria da RSV. Nirsevimab, essendo un anticorpo monoclonale, offre una protezione rapida e diretta contro la malattia e non richiede l'attivazione del sistema immunitario (come invece avviene per i vaccini).

Studio Harmonie

Lo studio HARMONIE è un trial clinico, randomizzato in aperto, a due gruppi, condotto in Francia, Germania e Regno Unito. Si tratta di uno studio clinico pragmatico, ovvero di uno studio realizzato in condizioni “real-word”, simili a quelle della pratica clinica di routine: infatti, mentre una parte di bambini ha ricevuto Nirsevimab come gruppo sperimentale, l’altra parte costituita dai bambini del gruppo di controllo non ha ricevuto alcun intervento, come avviene nella pratica clinica standard.
Si è proposto l’obiettivo di determinare l'efficacia e la sicurezza di una singola iniezione intramuscolare di Nirsevimab rispetto alle cure standard (nessun intervento) per prevenire le ospedalizzazioni associate all’RSV nei neonati e nei bambini di età pari o inferiori a 12 mesi non eleggibili all’unico trattamento disponibile fino ad oggi. Quest’ultimo è indicato nei bambini a più alto rischio come, ad esempio, i gravi prematuri e i bambini con alcune patologie, come ad esempio cardiopatia congenita e displasia broncopolmonare.
I ricercatori hanno incluso 8.058 bambini di età pari o inferiore a 12 mesi, nati sani e a termine o nati sani e pretermine con età gestazionale pari almeno a 29 settimane, prossimi ad entrare nella loro prima stagione di infezione da RSV.
Questi bambini sono stati randomizzati, secondo uno schema 1:1, a trattamento con una singola iniezione intramuscolare di Nirsevimab (n=4.037) o alle cure standard (nessun intervento; n= 4.021) prima o durante la stagione epidemica di RSV.
L'endpoint primario di efficacia era rappresentato dall’ospedalizzazione per infezione a carico delle basse vie respiratorie associata a RSV, definita come ricovero in ospedale e positività al test per la presenza di RSV.
Un endpoint secondario di efficacia era rappresentato dall’infezione molto grave delle basse vie respiratorie associata a RSV, definita come ricovero in ospedale per infezione a carico del tratto respiratorio inferiore associata a RSV, insieme a livelli di saturazione dell’ossigeno inferiori al 90% e alla necessità di ricorso alla supplementazione di ossigeno.
Dall’analisi dei dati è emerso che undici neonati (0,3%) nel gruppo Nirsevimab e 60 (1,5%) nel gruppo di trattamento standard sono stati ricoverati per infezioni del tratto respiratorio inferiore causate da RSV; ciò equivale a dire che il trattamento con nirsevimab ha avuto un’efficacia dell’83,2% nella riduzione delle ospedalizzazioni per LRTI da RSV.
Infezioni molto gravi delle basse vie respiratorie associate a RSV sono state documentate, invece, in 5 neonati (0,1%) del gruppo Nirsevimab e in 19 neonati (0,5%) del gruppo sottoposto a cure standard; ciò equivale a dire che il trattamento con nirsevimab ha avuto un’efficacia del 75,7% nella prevenzione delle LRTI gravi da RSV.
I risultati dello studio hanno inoltre mostrato un profilo di sicurezza favorevole, infatti sono stati registrati  eventi avversi legati al trattamento in 86 neonati (2,1%) del gruppo Nirsevimab.
I risultati dello studio HARMONIE hanno dimostrato che Nirsevimab è stato in grado di evitare l’ospedalizzazione per infezione a carico del tratto respiratorio inferiore associata a RSV e infezioni molto gravi delle basse vie respiratorie associate a RSV in un'ampia popolazione di neonati sani pretermine e a termine in condizioni pressoché simili a quella della real life. Lo studio ha anche dimostrato il profilo di sicurezza favorevole di Nirsevimab, in linea con i lavori precedentemente pubblicati 

BIBLIOGRAFIA

1. SB Drysdale, K. Cathie, F. Flamein, et al. Nirsevimab for Prevention of Hospitalizations Due to RSV in Infants. N Engl J Med 2023;389:2425-2435;
2. Azzari C, Baraldi E, Bonanni P, et al. Epidemiology and prevention of respiratory syncytial virus infections in children in Italy. Ital J Pediatr. 2021;47(1):198;
3. RSV immunisation for infants in Europe (ehma.org); 
4. https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/beyfortus

In ricordo del Prof. Robert Sacy,
Direttore della Clinica Pediatrica Università di Beirut